Si dice che al peggio non c’è limite. Lo stiamo verificando ancora una volta. Con eventi epocali che non riguardano solo la finanza, la borsa, le banche, il risparmio, l’economia reale. Come si fa, oggi, a parlare di benessere? Addirittura di piacerebenessere? Ce lo stiamo chiedendo mentre mettiamo in Rete questo numero.
Il nome della nostra testata, pensato solo un anno fa, rischia di apparire una nota stonata nello tsunami di una globalizzazione finora esaltante e oggi perversa. Ma può essere anche il simbolo di una volontà di riemergere. Sapendo che è arrivato il momento di un'altra storia. Non è più tempo di lusso per molti americani dai patrimoni stratosferici. Non è più tempo di ceti abbienti, come si diceva finora, in Italia e negli altri paesi europei. Non è più tempo, soprattutto, di speculazioni e sopraffazioni.
C’è un mondo dove il benessere oggi è a testa in giù. Forse perche non era quella percorsa finora la strada del benessere. Dobbiamo trovarne subito un’altra. Per tornare al piacere del benessere e non essere tutti travolti dalla follia del benessere.
poco cibo, troppo cibo
16 ottobre, giornata mondiale della alimentazione. Ancora una volta la Fao ricorda che nel mondo si muore di fame.
Ottobre, mese dedicato alla corretta nutrizione. Pediatri in prima linea contro il rischio obesità tra i bambini. (segue)
3 giorni per gli over50
Ci voleva almeno un evento dedicato agli over50, che in Italia sono 20 milioni, praticamente 1 italiano su 3, e dei quali si parla molto poco.
A Roma, nello Spazio Etoile di Piazza San Lorenzo in Lucina, da venerdì 17 a domenica 19, prima edizione di OverFifty, progettare il futuro dopo i 50 anni. “Prima mostra mercato per la generazione che decide”.
Otto aree espositive (viaggiare, arte di vivere, multimediale e nuove tecnologie, risparmio e assicurazioni, diritti sociali e previdenza, lavoro e professione, benessere salute e sport, associazionismo), intrattenimenti, animazioni.
Da www.overfifty.it si può scaricare un’utile e interessante brochure sul pianeta over50.
lavoro, che stress!
Nessuno ha mai detto che lavorare troppo faccia bene alla salute. Tanto meno lo pensa George Griffing, professore di medicina interna alla Saint Louis University.
In una intervista sul sito dell’università americana (www.slu.edu), Griffing elenca e spiega quali sono le abitudini sbagliate che possono trasformare il lavoro in un pericolo per la salute.
Per esempio è un cattivo segno il fatto di non riuscire a rilassarsi o di non riuscire a frequentare gli amici. Certamente non fa bene regalare al lavoro ore di sonno, stare sempre seduti, mangiare poco e male per non perdere tempo.
Un’altra abitudine sbagliata, dice Griffing, è quella di andare a lavorare quando si sta poco bene. Oltre tutto si trasmettono microbi. L’assenza per malattia è sacrosanta.
E con l'assentesimo dei cosiddetti fannulloni o presunti tali, prof. Griffing, come la mettiamo?