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Ma come, non vi occupate di politica? Sembra sconvolto Salvatore. Ci scrive dagli States. Sicuramente figlio o nipote di emigrati. Ha ragione, certo che ha ragione. Anche noi saremmo sconvolti al suo posto. Ma vedi, caro Salvatore, qui da noi politica e benessere stanno tra loro come il diavolo e l’acquasanta. Non da ora, da chissà quanto tempo.
Lo scollamento più vero è proprio questo. C’è chi il benessere, anche quello minimo, essenziale, deve faticosamente ritagliarselo, accontentandosi il più delle volte di parvenze o di illusioni. Se riesce a tirare avanti è sempre più merito suo, non della politica. E c’è chi il benessere se lo conquista sì con la politica. Ma con logiche e strategie che stravolgono il senso e la portata di una civile ricerca del benessere individuale e collettivo. Business e potere, altro che etica e interesse comune.
E allora? Abbandonarsi al qualunquismo? Per carità, peggio che andar di notte. La politica serve, eccome. Proprio a recuperare condizioni generali di benessere che rischiamo di dimenticare. Se e quando ricomincerà a muoversi in questa direzione avremo certamente più di un motivo per occuparcene. Adesso, in un giornale come questo, e in un momento come questo, ci sembra più serio dire "grazie no". (elsav)
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